Comune di Pianella

Dove mangiare e dove dormire

lunedì 27 marzo 2017
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La città di Pianella sotto il profilo enogastronomico non ha da invidiare nulla alle altre comunità, con vocazione turistica più importanti del territorio regionale.
Infatti su una popolazione di 8633 abitanti registrati alla fine del 2015 il numero degli esercizi pubblici (ristorazione e bar) è di n. 35 unità.
Perché tanti visitatori occasionali sostano a Pianella per consumare dei pasti? La risposta va cercata nella tradizione della buona cucina di stampo contadino, in cui i cibi vengono cotti utilizzando materie prime di assoluta qualità ed origine, vedi olio DOP e vino locale unitamente alle carni di maiale e ovine che si lavorano sul territorio.
Diciamo che il prodotto re dell’enogastronomia pianellese è “l’arrosticino” cosiddetto “rustoll”, ovvero un prodotto artigianale tipico regionale che si caratterizza come piatto agro-pastorale proveniente dall’antica tradizione della transumanza diffusa prevalentemente nell’area Vestina. L’ipotesi più verosimile attribuisce l’origine ai pastori i quali durante la transumanza, percorrendo chilometri di strada con il gregge al seguito spesso, si trovavano costretti per varie ragioni ad abbattere dei capi; si procuravano i ceppi da una siepe, vi infilzavano la carne, accendevano la brace e cucinavano questo fantastico prodotto. Poiché i pastori percorrevano una strada lunghissima questo cibo veniva considerato prevalentemente un “cibo di strada” e si vendevano soprattutto, fino a verso gli inizi degli anni ’60 nelle piazze e nelle fiere. A Pianella, a metà degli anni ’60, fu aperto uno dei primi ristoranti che inserì nel menù principale l’arrosticino in un ambiente chiuso. Ancora e soprattutto oggi si può gustare questo prodotto artigianale rigorosamente fatto a mano nel rispetto del gusto e della tradizione in tutti i locali di ristorazione locale.
Oltre l’arrosticino i piatti e dolci più tipici locali sono: “lu ciff e ciaff” un gustosissimo  spezzatino di maiale che  nella tradizione rurale si cucina in occasione dell’uccisione del suino per le scorte alimentari ad uso familiare, “lu casce e ove” uno spezzatino di agnello che si cucina in occasione delle feste pasquali.
Tra i dolci più conosciuti annoveriamo:
 -    “Lu Bianc e nere” un ciambellone con variegatura al cacao
 -    “le neole” biscotto realizzato con apposita attrezzatura di stampo artigianale
 -    “i cacionetti” un raviolo dolce ripieno di purea di ceci o marmellata d’uva (“sclucchjata”) che si gusta nel periodo delle festività natalizie
 -    “i torcinelli di natale”, un composto,  a base di patate, uova, zucchero e uva passa, lievitato e soffritto
 -    “i tarallucci di San Biagio” un dolce a forma di tarallo lievitato e cotto a vapore che si realizza in occasione dei giorni che precedono e seguono la ricorrenza religiosa di  San Biagio.
 
 Per finire non si può non far riferimento al cosiddetto “oro di Pianella” ovvero all’eccellente qualità dell’olio extravergine d’oliva che si è fregiato del riconoscimento D.O.P.  e, a seguire, del vino di produzione locale che, nel corso degli anni sta sempre più accrescendo la qualità ottenendo riconoscimenti di eccellenza nelle varie  fiere di promozione del prodotto.

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